Meglio non sapere?
Da fratello di persona con sindrome Down ho già avuto modo di esprimermi sulla vicenda, ma l’attualità mi costringe a tornarci ancora una volta.
In estrema sintesi, sono convinto che se quel video non fosse stato pubblicato su Google nessuno (neppure la famiglia della vittima) avrebbe saputo che alcuni delinquentelli avevano intrapreso l’amena attività di picchiare e dileggiare un disabile; o quantomeno lo avrebbero appreso solo se e quando il ragazzo avesse trovato il modo di raccontare cosa gli stava capitando (circostanza tutt’altro che scontata per una persona come lui), probabilmente con forte ritardo e quindi dopo altre vessazioni ed ulteriori percosse.
Da questo punto di vista, fermo restando il disagio che nasce sapendo che tutto il mondo ha potuto vedere le immagini di un disabile malmenato e insultato (disagio che nessuno, credetemi, può comprendere meglio di me), a quelli di Google bisognerebbe dare un premio, perché la pubblicazione del filmato ha documentato, e conseguentemente interrotto, una vicenda orribile che altrimenti sarebbe proseguita (nel silenzio più assoluto) per chissà quanto tempo.
A meno che, come spesso succede, non si ritenga che per considerare risolto un problema sia sufficiente non saperne nulla: il che, com’è noto, è efficacemente sintetizzabile con la parola “ipocrisia”.
