Uno che lo fa per soldi, non per passione
Lui, dalla parte ricca della scrivania, mi guarda senza sorridere e serio mi fa: “Ci serve una persona motivata, che non vuole questo lavoro per soldi ma per passione”. E rimango serio. Dentro c’ho una tempesta di emozioni:
1. La prima cosa che succede è che mi si gonfia lo stomaco di risate
2. Poi sento i muscoli della faccia che vorrebbero contrarsi
3. Respingo il tutto giù in fondo. Si deposita sopra il diaframma, il polmone destro perde pressione e monta un cicciotto vaffanculo che non trova via d’uscita tra le mascelle serrate. Talmente tanta la spinta che s’irrgidisce il collo.
Faccio sì con la testa e scelgo mentalmente una delle seguenti risposte imbecilli:
1. E’ chiaro che sono qui per passione.
2. E’ bellissimo il progetto, è fantastico questo lavoro
3. Sono commosso dalla tua generosità, nessuno nella vita mi ha mai prospettato tanto quanto la tua azienda
4. Sono onorato di potermi svegliare la mattina e usufruire gratuitamente di un pc per dimostrare tutto il mio valore.
5. Posso sposare tua figlia?
Poi mi sono guardato intorno e ho capito che no, non mi interessa neanche questo lavoro. Mi si è rilassato il collo e mi è scappato un sorriso.
“No, scusa. Ti dico, io sono qui per i soldi. Ma, in fondo, anche tu sei qui per i soldi, sono quasi certo di non sbagliarmi che in questo edificio siamo tutti qui per i soldi. Certo, poi magari ti piace anche la poltrona di alcantara, lo schermo gigante, il divano, le foto di famiglia sulla scrivania e la tua faccia riflessa sulla cornice d’argento quando usi questo modi da vescovo per evangelizzare i tuoi sottoposti”
“Me lo sono guadagnato”
“Appunto, quindi stiamo parlando di soldi”
“Ma prima viene la passione”
“No, prima vengono i soldi che ti fanno appassionare ai soldi, che poi ti fanno appassionare ad altri soldi. Ciò non toglie che poi, magari un giorno tra qualche anno, ti potrebbe finire anche la passione per i soldi, ma a quel punto è molto probabile che non finisca contemporaneamente per tua moglie e i tuoi figli e allora forse tornerai al mio punto, che qui dovrai venirci tutti i giorni anche se di tutto questo non te ne fregherà un benemerito cazzo”
No, niente, poi niente, il lavoro non l’ho avuto perché nonostante per loro fossi tecnicamente la persona giusta, quando mi hanno presentato l’offerta economica m’è venuta meno la passione. Son cose che capitano.
Comunque si deve fare qualcosa per questo abuso del termine “passione” riferito al lavoro.
L’altro giorno ho notato il claim della ditta che gestisce le macchinette del caffè e delle merendine qua in azienda. È:
AUTOMATICO PER PASSIONE
