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Buonipresagi, ma più essenziale

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Jul 08
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Le Message Bags di Carmina Campus sono le borse che Isabella Rauti e suo marito, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, hanno regalato alle first lady in occasione della colazione in Campidoglio. Sono borse su cui alcune donne di Dschang in Cameru, che vivono in contesti difficili, hanno ricamato parole, frasi e immagini della loro vita quitidiana. I ricami sono realizzati a macchina su quadrati di materiale di riciclo o destinato allo scarto. (via Multimedia | Roma la Repubblica.it)
“La “borsetta” è quella persona, solitamente ignorante, che si è fatta prendere dall’ansia libraria, culturale e multietnica. La “borsetta” è quella persona che va a vedere i film iraniani, frequenta la pizzeria biologica (giuro che a Milano esiste e all’ingresso si è accolti da una che si spaccia per PR del locale), ti invita a cena a mangiare il suo cous cous e, quel che più è grave, determina le classifiche dei best seller, essendo una zoppicante lettrice di romanzetti in cui trova i motivi per esaltare la propria intelligenza e la propria sensibilità sofferente.” Dea Verna, 2004

Le Message Bags di Carmina Campus sono le borse che Isabella Rauti e suo marito, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, hanno regalato alle first lady in occasione della colazione in Campidoglio. Sono borse su cui alcune donne di Dschang in Cameru, che vivono in contesti difficili, hanno ricamato parole, frasi e immagini della loro vita quitidiana. I ricami sono realizzati a macchina su quadrati di materiale di riciclo o destinato allo scarto. (via Multimedia | Roma la Repubblica.it)

“La “borsetta” è quella persona, solitamente ignorante, che si è fatta prendere dall’ansia libraria, culturale e multietnica. La “borsetta” è quella persona che va a vedere i film iraniani, frequenta la pizzeria biologica (giuro che a Milano esiste e all’ingresso si è accolti da una che si spaccia per PR del locale), ti invita a cena a mangiare il suo cous cous e, quel che più è grave, determina le classifiche dei best seller, essendo una zoppicante lettrice di romanzetti in cui trova i motivi per esaltare la propria intelligenza e la propria sensibilità sofferente.” Dea Verna, 2004